L’analisi dei costi rappresenta una chiave di lettura centrale per comprendere il reale confronto tra fondi ed ETF. Utilizzando i dati dell’Annuario sul risparmio gestito 2025, l’articolo mostra come il vantaggio di costo degli ETF risulti determinante nelle esposizioni core e nei mercati più efficienti, mentre in segmenti caratterizzati da maggiore complessità o inefficienza informativa la gestione attiva possa giustificare livelli di costo più elevati. Ne emerge una lettura non ideologica del tema, in cui il costo non è un fine, ma una variabile da valutare in relazione alla funzione dello strumento, al profilo di rischio e agli obiettivi di portafoglio.
L'Annuario 2025 sul risparmio gestito fotografa un'industria che non insegue nuovi temi, ma riorganizza l'offerta esistente. Il confronto tra stock a fine 2024 e nuovi lanci rivela una correzione strategica: nei fondi cala l'azionario puro e crescono multi-asset e ritorno assoluto; negli ETF si rafforza l'obbligazionario e compaiono monetari e strategie alternative. I temi tecnologici migrano verso gli ETF, mentre i fondi privilegiano gestione attiva del rischio e diversificazione geografica. Non è espansione quantitativa, ma ricomposizione qualitativa: l'industria costruisce il rischio in modo diverso.
Il Report FPN di FIDA svela performance settimanali straordinarie, catalizzate da strategie governative mirate e innovazioni finanziarie, mentre l’analisi look-through su FIDAworkstation offre una visione trasparente delle opportunità d’investimento.
Emerge con forza dal più recente report FPN di FIDA un dato che non può passare inosservato: le borse di Thailandia e Hong Kong hanno messo a segno performance settimanali straordinarie, attirando l’attenzione degli investitori internazionali. Dietro a questi risultati si intrecciano strategie governative mirate, sviluppi economici di rilievo e un rinnovato interesse per alcuni settori chiave.
Meglio investire in Btp o obbligazioni bancarie nel 2025? Scopri rischi, rendimenti e quale scelta conviene davvero ai risparmiatori
Nel panorama degli investimenti obbligazionari, i risparmiatori italiani tendono a considerare titoli di stato, in particolare Btp, e obbligazioni bancarie come strumenti intercambiabili, accomunati da una presunta sicurezza implicita. Tuttavia, un’analisi più approfondita rivela differenze sostanziali che incidono sul rischio e sulla protezione dell’investitore.